Crocevia dei Mondi

Chi siamo

Una comunità di persone che costruisce insieme. Il gioco è la nostra lingua, l'inclusione è la nostra pratica.

L'inaugurazione della sede a Trani, da sinistra: Giuseppe zaccagni, Martina, Gloria Galantino, Enrico Spera, Antonino Tarantino, Eleonora Ghizzota, Elisa Giannella, Paola Spera,  Enrico Rella

Il Crocevia dei Mondi è una comunità di persone che costruisce insieme. Crediamo che il potere creativo vive nelle relazioni tra persone, e che il gioco sia il mezzo più potente per accendere quel potere. Siamo radicati nel sud Italia, ma il nostro valore non è il territorio: è il modo di fare comunità: orizzontale, inclusivo, creativo. Un modo replicabile ovunque.


I valori che ci tengono insieme

Comunità consapevole e creativa

Crediamo in comunità che si costruiscono insieme. Una comunità consapevole conosce i suoi valori, i suoi confini, le sue responsabilità. Una comunità creativa genera idee, sperimenta, rischia, impara dagli errori. È lo spazio dove le idee nascono, dove le relazioni si approfondiscono, dove il lavoro diventa senso, non solo reddito.

Il gioco come lingua della comunità

Il gioco non è evasione. È il mezzo attraverso cui una comunità pensa insieme, immagina insieme, crea insieme. Quando le persone giocano, le barriere tra "esperti" e "principianti" cadono. Chiunque può proporre, sperimentare, fallire senza colpa. Nel gioco emerge la creatività di chi normalmente non ha voce.

Per noi, il gioco è il linguaggio principale. Lo usiamo per conoscerci, per abbattere le difese, per inventare insieme. Dalle sessioni di gioco emergono idee concrete, progetti reali, alleanze che durano nel tempo. E quando affrontiamo questioni gravi - come l'inclusione, la giustizia, il lavoro - continuiamo a parlarle attraverso il gioco, perché il gioco non toglie serietà, la rende accessibile.

una classe delle superiori divisa in gruppi da 4, che interagiscono per l'attività di gioco di ruolo

Orizzontalità radicale e autonomia diffusa

Rifiutiamo le gerarchie come forma di controllo. Non perché neghiamo che alcune persone abbiano più esperienza di altre, ma l'esperienza non deve tradursi in potere, deve tradursi in facilitazione.

Crediamo che ogni persona sia capace di portare avanti idee e progetti con il supporto di chi ha esperienza, non il permesso di chi ha autorità. La proposta di un'idea non richiede autorizzazione gerarchica: richiede chiarezza, ascolto, e la volontà di imparare insieme.

Questo non significa che tutto è sempre votazione democratica. Significa che organizziamo il potere in modo che nessuno ne abbia troppo, nessuno troppo poco, che l'errore è parte del processo di apprendimento, non causa di esclusione.

Inclusione come pratica, non dichiarazione

La diversità è il fondamento della nostra creatività. Ogni differenza di background, abilità, prospettiva, identità o lingua, rende la comunità più forte, più consapevole, più inventiva.

L'inclusione è una pratica quotidiana, a volte scomoda, che implica abbattere barriere fisiche, economiche, culturali, linguistiche all'ingresso. Significa ascoltare attivamente chi viene da posizioni marginalizzate, cercare attivamente le voci che non sentiamo, lavorare su noi stessi per riconoscere e disimparare i pregiudizi che portiamo addosso.

Insieme, formano un ecosistema: uno spazio dove le persone si incontrano come uguali, pensano insieme attraverso il gioco, decidono senza gerarchie, e nessuno viene lasciato fuori.

Letteralmente noi

  • Gestore sede Trani

    Enrico Rella

  • Amministratrice

    Martina Morolla

  • Presidente

    Antonino Tarantino

  • Vice presidente

    Eleonora Ghizzota

  • Tesoriere

    Fabrizio Zingrillo

  • Segretario

    Lele Damato

    Mi occupo dell'infrastruttura digitale e faccio tardi alle riunioni

  • Gestrice Mondi tra le Righe

    Gloria Galantino

  • Coordinatrice di tutto

    Paola Spera

  • Socio più bello

    Giuseppe Zaccagni

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